Miseria e povertà nel cuore della città. Tonino, uno dei fruttivendoli più conosciuti a Mesagne, sta verificando quanto aveva costruito. Nulla, un pugno di mosche. Una buona posizione economica, una famiglia, due figli: tutto svanito nel vuoto. Il divorzio (la moglie è deceduta lo scorso anno), un figlio con problemi di giustizia, una figlia lontana da Mesagne: spese legali ed Equitalia lo hanno portato sul lastrico. Un tentativo di ricostruirsi una vita in Germania andato a vuoto, il ritorno a Mesagne senza un euro in tasca ed una casa dove abitare. Da poco più di un mese vive in un garage nel centro storico, in via Luca Antonio Resta: senza luce, acqua, servizi igienici, riscaldamento, tra i rifiuti, al piano terra di una abitazione di proprietà dei genitori che sono entrambi morti ma con un inquilino che non intende liberare la casa. Infine una segnalazione alla polizia locale e l’immediato intervento delle assistenti dei Servizi Sociali comunali che questa mattina hanno risolto il problema. Tonino sarà ricoverato presso la struttura comunale di contrada Misericordia. Tonino ha accettato di essere aiutato. Non poteva fare diversamente perché da solo non è più in grado di vivere. Da sottolineare un particolare: Tonino non è mai andato al Comune per chiedere aiuto. A differenza di chi tutti i giorni è dinanzi ai Servizi Sociali o alla porta del Sindaco per chiedere sussidi. Tonino, invece, chiuso nella sua dignità ferita, in silenzio, si è rifugiato nel suo piccolo garage del Centro Storico, il “cuore” della città antica dove la polizia locale e le assistenti del Comune continuano quotidianamente a monitorare la presenza di altri cittadini che non hanno di che vivere ma che, per dignità, non chiedono elemosine a nessuno, neppure al Comune. Un dramma: della miseria e della povertà.
Tonino: un dramma della miseria e della povertà
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