(di Agnese Ignone) La ministra Azzolina ieri ha rassicurato gli studenti tramite facebook. “Certamente – ha scritto -, le nostre scuole vogliono essere pronte ad accogliere i propri studenti con interventi migliorativi e chiedendo la cooperazione delle famiglie per il benessere di tutti. Leggendo le direttive del Comitato Tecnico Scientifico – ha aggiunto -, alcune perplessità vengono meno: nel caso di staticità (seduti al banco), garantendo una distanza di un metro tra alunno (da bocca a bocca) la mascherina chirurgica può essere abbassata. La mascherina non deve essere l’unico metodo preventivo nella scuola. Benissimo, ben venga la continua e attenta pulizia degli spazi, il ricambio d’aria etc.. Non bisogna ovviamente trasformare le nostre scuole in corsie di ospedali, non possiamo spogliare la scuola di un altro suo fondamentale ruolo nella crescita dei nostri ragazzi, ossia quello di scrigno della loro gioventù fatta di confronto, di socializzazione. Tutti i nostri dirigenti hanno piena consapevolezza di quanto necessario sia fare sentire gli studenti a loro agio e lavorate serenamente assieme al personale docente”.
I ritardi nel consegnare i lotti di banchi in precedenza ordinati, l’assenza di aule così ampie da permettere una soglia di distanziamento accettabile ed imposta dal CTS, la mancanza di più docenti alla situazione odierna, rende traballanti la promessa di un rientro senza scossoni in classe. Settimane fa, vari organi di stampa hanno intitolato così le loro testate ”La ministra Azzolina sceglie di non scegliere”.Già. I presidi possono decidere in autonomia, stanno adoperandosi per i loro allievi tra tante incertezze. Le famiglie mesagnesi non lasceranno soli i loro direttori, i loro figli. La salute è un bene prezioso per se stessi e per la collettività, altrettanto il diritto allo studio, ma ancora più conta è che nella scuola,in quanto istruzione, non ci siano principi di disuguaglianza alcuna: la cultura, l’impegno, il rispetto, l’onestà deve essere il motore di sviluppo nelle nostre scuole sia del Nord sia del Sud.
L’apertura posticipata in Puglia non giustifica ritardi. Il ministro dell’Istruzione Azzolian dovrebbe rendere onore alla frase di Gianni Rodari. ”Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterari o poeti,ma perché nessuno sia più schiavo”. Ecco i genitori, i dirigenti, tutta la nostra Mesagne vuole che gli studenti non siano schiavi di errori governativi. Non lo meritano, si sono impegnati nel lockdown nonostante il loro tempo fosse stato portato via. Non ci potranno essere genitori contro i dirigenti ma tutti insieme per una scuola migliore”.
I ritardi nel consegnare i lotti di banchi in precedenza ordinati, l’assenza di aule così ampie da permettere una soglia di distanziamento accettabile ed imposta dal CTS, la mancanza di più docenti alla situazione odierna, rende traballanti la promessa di un rientro senza scossoni in classe. Settimane fa, vari organi di stampa hanno intitolato così le loro testate ”La ministra Azzolina sceglie di non scegliere”.Già. I presidi possono decidere in autonomia, stanno adoperandosi per i loro allievi tra tante incertezze. Le famiglie mesagnesi non lasceranno soli i loro direttori, i loro figli. La salute è un bene prezioso per se stessi e per la collettività, altrettanto il diritto allo studio, ma ancora più conta è che nella scuola,in quanto istruzione, non ci siano principi di disuguaglianza alcuna: la cultura, l’impegno, il rispetto, l’onestà deve essere il motore di sviluppo nelle nostre scuole sia del Nord sia del Sud.
L’apertura posticipata in Puglia non giustifica ritardi. Il ministro dell’Istruzione Azzolian dovrebbe rendere onore alla frase di Gianni Rodari. ”Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterari o poeti,ma perché nessuno sia più schiavo”. Ecco i genitori, i dirigenti, tutta la nostra Mesagne vuole che gli studenti non siano schiavi di errori governativi. Non lo meritano, si sono impegnati nel lockdown nonostante il loro tempo fosse stato portato via. Non ci potranno essere genitori contro i dirigenti ma tutti insieme per una scuola migliore”.
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