Si potrebbe commentare così la rottura tra Partito Democratico e Progettiamo Mesagne che avevano intavolato una (im)probabile trattativa per un accordo prelettorale in vista delle amministrative del prossimo maggio. E’ di questa ore la notizia che quando Francesco Rogoli, segretario del Pd, ha comunicato ad Antonio Calabrese, coordinatore di Progettiamo Mesagne, che il suo partito aveva deciso di puntare su uno dei due nomi Ninni Mingolla o Fernando Orsini (da tempo sulla bocca di tutti) per andare alle primarie, la risposta è stata immediata: “No grazie”. “I due nomi – ha replicato Calabrese – sono persone rispettabilissime ma sono in netto contrasto con il rinnovamento che abbiamo auspicato sin dal primo momento”. E così un amore mai iniziato è già finito…
Forse i due contraenti si erano seduti allo stesso tavolo solo per opportunismo o se volete per convenienza. In verità non sono i soli. Il Pd, per mettere in scena una coalizione dopo l’imprevisto forfait di Pompeo Molfetta, e non per rinnovamento, come qualcuno del Pd vorrebbe far credere. Progettiamo Mesagne, dal canto suo, dopo l’empasse determinatasi nel centrodestra, aveva cercato una sponda per non ripetere l’inutile esperienza di cinque anni addietro quando Domenico Magrì si candidò ma poi non incise nel governo della città. Progettiamo Mesagne avrebbe potuto trovare come alleato il movimento Civico 26 ma anche su quel versante c’era un problema: Emilio Guarini, candidatosi sindaco sin dalla nascita del movimento. E Progettiamo Mesagne aveva lo stesso obiettivo.
Morale della favola? Il Pd e Progettiamo Mesagne andando ognuno per la propria strada forse sono più deboli elettoralmente ma, in compenso, ritrovano la loro identità politica anche se dovranno spiegare ai loro appassionati (?) elettori il perché di questo lungo idillio.
E veniamo al Pd. Entro domani il segretario Rogoli dovrà sciogliere la matassa. Mingolla o Orsini? Il partito, dopo due giorni di riunioni ufficiali in via Roma, ha deciso di…non decidere. E si è affidato ad un comitato composto dal segretario, Vincenzo Volpe e Damiano Ignone che entro oggi, al massimo domani, dovranno avviare una serie di consultazioni. Ancora? Dinanzi al triunvirato saranno chiamati ad esprimersi singolarmente gli oltre 30 dirigenti del partito. Come se fossero in un confessionale dovranno dire se preferiscono Mingolla o Orsini. A questo punto ci viene in mente: “E chiamale se vuoi…emozioni (consultazioni)”. Qualche dirigente, probabilmente, non si farà trovare non per ignavia ma perché obiettivamente si sentirà imbarazzato. Mingolla e Orsini sono due carissimi amici entrambi meritevoli di essere candidati. Il sindaco Franco Scoditti, beato lui, ha trovato l’escamotage per non far parte del triunvirato: “C’é la processione, l’ultima per me da Sindaco, e non posso assolutamente mancare”. Questa mattina un dirigente, al quale abbiamo promesso di non citarlo, ci confidava sommessamente: “Il partito non ha gli attributi giusti – diciamo così – per esprimere un candidato e lo chiedono a me? Ma come faccio a dirlo io? Abbiamo eletto una segreteria, ci siamo riunti per due giorni, hanno ascoltato cosa si è detto. Bene ora tocca a loro prendere una decisione. Ma che segreteria abbiamo eletto? Perché devono scaricare su di noi tale responsabilità. Magari avremmo potuto votare in segreto. Così non è stato e vogliono passare nelle nostri mani la patata bollente”. Questa la puntata di oggi. Sino a maggio c’è tempo. E la storia continua…
Un amore mai iniziato (ma è già finito)
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Antonio Calabrese, candidato sindaco di Progettiamo Mesagne
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