Ogni anno, in occasione della Festa Patronale, si presenta puntuale il problema della mancanza di fondi per finanziarla. E, puntuali, arrivano le critiche per una festa che, anno dopo anno, cade di intensità, di proposte, di iniziative. Il confronto con le feste patronali che si svolgono nelle altre città limitrofe, soprattutto del basso Salento, relega la Festa della Madonna del Carmine di Mesagne al gradino più basso. Ogni anno si parla di ridimensionamento, si è temuto anche di annullare la parte “civile” e di lasciare solo quella religiosa. Poi, in extremis, la “tre giorni” di festa arriva, anche se con qualche affanno. Perché? Di fatto c’è la scarsa partecipazione e la poca voglia di autotassarsi da parte di tutti: dei privati cittadini, delle aziende locali, dei ristoratori, dei commercianti, ecc.. Certo, non di tutti. Ma sono davvero pochi coloro che sentono propria questa festa. Tutti la vogliamo bella, grandiosa ma, come dire, a spese di quello della porta accanto. C’é disaffezione. I motivi? Tanti: crisi, tasse, le sempre più pressanti richieste di contributi che arrivano da tutte le parti, ma anche le tante feste rionali e parrocchiali per cui ogni chiesa si fa la sua festa con le offerte dei parrocchiani, il comitato organizzatore non più disponibile a fare il “porta a porta” per chiedere il contributo, gli Amministratori che non girano in città con il “piatto” come si faceva una volta. I tempi sono cambiati? Certo. Ma non si sono trovate alternative. Innanzitutto se i mesagnesi vogliono mantenere la festa devono sentirla “loro”. E necessario modificare, aggiornare la struttura organizzativa dividendo l’aspetto religioso da quello civile. Nelle altre città si lavora per la festa dall’inizio dell’anno e non nell’ultimo mese. Il comitato va rinnovato e potenziato. Il presidente dott. Carmelo Sconosciuto, persona stimatissima che tanto ha fatto per tenere viva questa tradizione, dopo 25 anni deve pensare a una diversa impostazione ed organizzazione del gruppo che lo affianca. L’Amministrazione comunale per quanto riguarda l’aspetto civile della festa, da subito deve costituire un comitato che sia operativo dal primo gennaio. Solo così si può pensare di riportare la Festa di Luglio agli antichi splendori.
Una festa patronale da ripensare
Post precedente
La brochure di MesagnEstate 2016
Iscriviti
0 Commenti
il più vecchio