(di Carmelo Zullo) Oggi Mesagne nel caos. Ha messo a nudo i nostri difetti sulla raccolta differenziata, ma nel contempo mi ridà la certezza sul comportamento degli uomini e dei caporali, magistralmente raccontato in un film dal principe della risata e da Paolo Stoppa.
Ma torniamo ad i difetti. Oggi ci doveva essere il conferimento dell’indifferenziata. In un sacco per la spazzatura abbiamo inserito i tappetini igienici utilizzati dalla nostra cagnetta. Gli operatori aprono il sacco (chiaramente violando la mia privacy) e mi lasciano sul marciapiede il sacco ed anche una stuoia rotta. Avremmo sbagliato? Può darsi. Metto il tutto nel bagagliaio della mia auto e mi reco alla piattaforma ecologica. Chiedo di poter parlare con il responsabile. Sull’uscio della porta un uomo senza divisa e senza cartellino di riconoscimento mi dice: dimmi, senza farmi entrare. Chiedo spiegazioni, soprattutto perché è stata violata la mia privacy. Ha le mani conserte sulla pancia abbondante, un atteggiamento tipico di chi è sulla difensiva e sul piede di guerra. Cerco allora di rivolgermi al suo collega, anch’egli senza cartellino di riconoscimento, ma lo conosco da una vita, so che ha del buon senso. Questo fa finta di non conoscermi e parla in modo formale e staccato. Mi dicono che è una ordinanza del Prefetto erano autorizzati e giravano con i vigili urbani. Chiedo: Il Prefetto ha ordinato di rovistare nella spazzatura? Ho dei dubbi. Chiedo di poter leggere l’ordinanza. Quello che sembra il capo, mi dice che egli non è tenuto a mostrare niente a nessuno. Nel frattempo si sono avvicinati altri due signori. Si lamentano perché gli hanno lasciato il sacchetto. Il mio conoscente con l’aria di chi si è rotto il cazzo chiede: è cosa c’era dentro? Piatti di plastica risponde l’utente. Vedi, dice l’operatore, siamo i soliti italiani, la raccolta non la sapete fare: i piatti di plastica vanno nella plastica. Ma se sul biglietto che ci avete dato c’è scritto che i piatti di plastica vanno nell’indifferenziata. Replica l’utente. Evidentemente non erano puliti, risponde l’operatore arrampicandosi sugli specchi.
Chiedo se posso conferirla ed il perché è stata lasciata. Per i tappetini igienici non mi danno risposta, per la stuoia dicono che è “materiale ingombrante”. Penso che, in fondo tutto è relativo. Comunque rifiutano il mio conferimento perché non è in orario, mi invitano ad uscire con l’auto perché a loro dire non posso stare all’interno dell’area con l’auto. Uscendo controllo, non vi è nessun divieto di transito, su un foglio volante attaccato ad un muro, vi è l’orario per il conferimento. Vado via con il sospetto che neanche loro sanno fare la raccolta differenziata e nel dubbio hanno lasciato molti rifiuti per strada. Ora non so se tornerò a conferire la stuoia ( materiale ingombrante) o farò venire gli addetti della ditta con aggravio di spese per l’azienda. I caporali.
Una cosa è certa, che, essendo poco cattolico non porgerò l’altra guancia. Ora voglio sapere e sottolineo voglio, quando devono pulire la via in cui abito e con quale frequenza, visto che di solito lo fa mia moglie ed i vicini.
Chiedo anche più vigilanza su chi fa volantinaggio, visto che quotidianamente la mia cassetta della posta è piena di pubblicità malgrado vi è scritto che non desidero la pubblicità, come da regolamento. Sono il solito italiano.
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