
Veronica Capodieci è tornata a casa. Ha guardato il viale alberato davanti a sé, i parenti, le amiche più care, i palloncini colorati e gli striscioni che le davano il benvenuto. Ed ha esclamato: «Che bello», capendo forse come mai prima d’ora in questi drammatici 76 giorni di essere tornata alla vita.
«Voglio dimenticare». Questa frase l’ha ripetuta più volte. E’ visibilmente emozionata di fronte alla festa che le avevano preparato per il suo ritorno.
C’erano tutti. La famiglia Capodieci è molto unita: tre fratelli vivono insieme in grande casa in contrada Lavaro, con un piazzale dove sono depositati i grossi camion e gli escavatori della ditta i mesagnesi conoscono con il soprannome di Scapricciatiello.
Vanessa è consapevole di aver vissuto una tragedia. Il suo pensiero va a Melissa. «La ricordo come una ragazza molto bella. E’ stata sfortunata. Ora io voglio tornare a vivere anche se questa tragedia e il ricordo di Melissa li porterò sempre nel mio cuore».
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Ha appena 16 anni ed ha subito cinque interventi chirurgici in sette settimane.
Era partita per Pisa il 24 maggio scorso, 5 giorni dopo quel 19 maggio quando lo scoppio delle bombole la colpirono dilaniandola: ha lottato per 70 giorni, sempre protetta e supportata dalla famiglia. Papà Maurizio aveva voluto tutta la famiglia attorno a Veronica. E sono tornati tutti insieme, mamma Lorena, la sorella Vanessa ed il piccolo Marco che, finalmente, è subito tornato a correre con la bici nel piazzale antistante la patriarcale villa.
Per papà Maurizio «è la fine di un incubo. Ora dobbiamo andare avanti, dimenticare e tornare ad essere una famiglia normale. Grazie a tutti, alla città di Mesagne che ci è stata sempre vicina, all’intero Paese. Intorno a noi si è creato un vero e proprio cerchio di solidarietà».
Veronica dallo scorso 23 luglio era ricoverata al centro riabilitativo delle Terme di Casciana per affrontare un ciclo di cure fisioterapiche. «Sono stati molto bravi, l’hanno curata con amore – ha aggiunto papà Maurizio -. Ora deve solo recuperare le forze e imparare a convivere con le cicatrici che le rimarranno addosso. Soprattutto quelle psicologiche. Il viso, per fortuna è indenne e le ferite agli arti inferiori guariranno completamente ».
Vanessa, la sorella, è stata il suo angelo custode. «Ho visto Vantaggiato in tv e penso che non possa definirsi un uomo. Meglio dimenticare e guardare avanti».
Veronica era la più grave delle studentesse rimaste coinvolte e, nelle ore immediatamente successive ai fatti di Brindisi, più volte era stata data per spacciata. Poi ha combattuto, è stata trasferita da una struttura all’altra, ha subito diverse operazioni e finalmente ha potuto tornare a casa.
Ha voglia di andare avanti e di imparare a convivere con le cicatrici che le rimarranno addosso. La canzone di Biagio Antonacci “Non vivo più senza te” che le ha dedicato un infermiere quando si trovava all’ospedale di Lecce, sarà la colonna sonora della sua nuova vita.
L’abbracciano il sindaco Franco Scoditti, che ricorda come tutta la città di Mesagne ha saputo essere unita dinanzi a questa immane tragedia, le cugine, gli zii. Le salta addosso il suo cane, accarezza il coniglietto amico dei suoi giochi. Veronica è tornata a vivere, come il fratellino Marco che, appena sceso dall’auto che ha riportato a casa la famiglia Capodieci, ha subito ripreso la bici per scorazzare felice.