La Procura di Brindisi ha aperto un fascicolo per omicidio colposo sul lavoro. Un avviso di garanzia é stato notificato (ma si tratta di un atto dovuto) al proprietario della villa di via Alimini dove erano in corso i lavori. Gli investigatori vogliono vederci chiaro per chiarire ogni aspetto dell’organizzazione del cantiere. Gli ispettori dello Spesal stanno valutando la documentazione che hanno acquisito per verificare il rispetto della normativa in materia di sicurezza. Alle attività investigative stanno collaborando gli agenti del locale Commissariato e la Polizia locale comandata dal dott. Antonio Ciracì. Gli investigatori stanno valutando le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza e avrebbero constatato che assieme ad Alessandro, figlio 26enne di Antonio D’Errico, ancora ricoverato e giudicato guaribile in 40 giorni. sul cantiere sarebbero stati presenti altri tre operai. Circostanze queste che sono ancora in fase di accertamento. Da verificare gli atti in possesso del committente, il contratto, e tutte le prescrizioni che l’impresa incaricata avrebbe dovuto rispettare. Non é stata disposta l’autopsia sul corpo di Antonio D’Errico. Infatti dopo l’ispezione cadaverica effettuata dal medico legale Domenico Urso, la salma è stata restituita alla famiglia e ieri sono stati svolti i funerali celebrati nel Santuario di Mater Domini.
La Procura di Brindisi ha aperto un fascicolo per omicidio colposo sul lavoro
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