Il segretario di ProgettiAmo Mesagne, Antonio Calabrese, e Domenico Magrì, capogruppo in Consiglio comunale di Nuova Italia Popolare hanno scritto al responsabile della soprintendenza per i beni archeologici della Puglia, Luigi Rocca, per sollecitare un suo intervento.
Il complesso di Vico Quercia, come è noto, rappresenta uno straordinario percorso di archeologia urbana per la sua particolare posizione nel centro storico di Mesagne e per la presenza di resti millenari risalenti all’età del ferro, in particolare sono preziosi le sei tombe di tipo a semicamera, protette, cioè, da muri e coperte da lastroni, databili al III – II secolo a.C. . Recentemente è stato ultimato un intervento di tutela delle stesse tombe che ha consentito di contenere il degrado e di provvedere al recupero degli intonaci. I lavori, condotti sotto la vostra sorveglianza hanno restituito all’antico splendore i paramenti pittorici prima interessati da muffe e fortemente compromessi anche dalle precarie condizioni ambientali.
Per quanto esposto in premessa dunque, sentiamo il dovere di informarla che in data 13 febbraio 2014, nell’ambito della nostra attività di controllo dell’attività amministrativa, a seguito di regolare richiesta inoltrata agli uffici comunali di Mesagne, abbiamo effettuato un sopralluogo presso il sito archeologico di cui all’oggetto. Dall’ispezione effettuata si sono potute evidenziare, a nostro giudizio, nuove tracce di umidità nelle tombe, probabilmente imputabili ad una non ottimale gestione del microclima interno al sito. Sull’esito del sopralluogo abbiamo ritenuto doveroso informare l’amministrazione comunale con lettera ufficiale.
Nella lettera abbiamo manifestato tutti i nostri dubbi e preoccupazioni di merito ed invitato il Sindaco ad effettuare un’opportuna verifica tecnica. Tutto ciò al fine di scongiurare un repentino deterioramento dei paramenti pittorici da poco ripristinati attraverso la recente opera di restauro sopra descritta e costata alla collettività circa 30.000 euro. Il sindaco Franco Scoditti rispondeva che non vi era alcun bisogno di verifica in quanto costante era la vostra sorveglianza sul sito in parola e ci rassicurava, altresì, che gli uffici competenti svolgevano periodiche operazioni di controllo atte a monitorare lo stato di conservazione nella necropoli secondo le vostre prescrizioni. A seguito di tale risposta abbiamo richiesto alcune informazioni e documenti in merito alle operazioni di monitoraggio e controllo riferiteci dal Sindaco; nello specifico sono stati chiesti dettagli ulteriori sulle modalità dei sopralluoghi e sulle relative relazioni (o verbali) redatti dalla soprintendenza a seguito di tali attività di sorveglianza. L’aspetto che più ci lascia basiti della successiva risposta del Sindaco è che non vi è alcuna traccia di questi sopralluoghi, e che – stando a quanto ci è stato riferito – le stesse vostre visite, molto spesso, erano concordate telefonicamente. Tant’è che di fronte al nostro disappunto, l’amministrazione si è affrettata a rassicurarci che per i futuri controlli sarebbero stati redatti certamente gli appositi verbali. Da quella data abbiamo atteso inutilmente altri riscontri. È evidente che vi sono palesi incongruenze nelle risposte dell’amministrazione comunale alle nostre legittime richieste e ciò ci ha indotto a sottoporre alla vostra cortese attenzione l’intera questione al fine di chiedere opportuni chiarimenti sulla vicenda sia in merito alla presunta vostra “costante” attività di sorveglianza, così come riferitoci dal nostro Primo Cittadino, e sia per manifestare nostre ulteriori preoccupazioni sul sito in parola.
Tale sito infatti, come Lei saprà, presenta un grave impedimento, quello cioè di non essere direttamente fruibile dalla cittadinanza e dai turisti; infatti non è mai stato realizzato, nonostante gli impegni presi già nel 2001 dall’amministrazione comunale guidata dall’allora sindaco Franco Damiano, alcun accesso diretto o quanto meno panoramico. Inoltre da qualche tempo anche l’unica possibilità che rendeva visibile le tombe, ossia le specchiature insistenti sul pavimento del Bar Nedina, sono talmente opacizzate da occultare completamente la vista della necropoli.
Occorre a tal proposito ricordare che proprio un anno fa il nostro gruppo consiliare chiese ed ottenne di discutere in consiglio comunale la questione sullo stato di accessibilità e fruibilità dei beni monumentali e archeologi del nostro territorio; la seduta si tenne il 4 aprile 2013 e fra i punti discussi vi fu proprio vico quercia. In merito a detto sito l’allora assessore Maria De Guido affermò che si era provveduto al recupero degli intonaci delle tombe e alla sostituzione dell’illuminazione più adatta a non ricreare muffe ed inoltre che si stava provvedendo alla sostituzione delle specchiature avendo già acquisito il preventivo e che i fondi, per tale operazione, erano già impiegabili. Ad oggi ci rincresce riferirle che ciò non è avvenuto. Le specchiature sono più opache di un anno fa e l’illuminazione di cui parlava l’assessore è sempre spenta.
Inoltre vorremmo porre alla sua attenzione anche lo stato di degrado e di abbandono in cui verte, a nostro avviso, l’area esterna alla necropoli, per intenderci quella che si affaccia su Vico dei Cantelmo; una stratificazione importante in quanto, in tale contesto, sono presenti tratti di una cinta muraria e un battuto stradale molto antico datati fra il VIII e VII secolo a.c., un’area cultuale di età ellenistica e resti risalenti all’età medievale e tardo-medievale, come, ad esempio, strutture abitative testimoniate da battuti e focolari, fosse di scarico e pozzi, ecc. ecc. Lo sgretolamento progressivo delle strutture murarie, l’incuria, la mancanza di una pannellonistica adeguata, rendono praticamente impossibile la lettura di detta area archeologica.
Tutto quanto sopra esposto per doverosa informazione. Si rimane in attesa delle sue valutazioni in merito alla questione necropoli oltre alle diverse e altre questioni che abbiamo ritenuto di rappresentare in questa nostra lettera.