Nell’anno in cui ricorre il centenario della morte di Giovanni Verga, il prof. Ermes De Mauro ieri sera, nel salone dell’associazione “Amici della Di Vittorio”, ha condotto i presenti nella conoscenza di questo autore mettendo in risalto la rivoluzione del linguaggio introdotta dal Verga e dal verismo. Originario di Vizzini, il borgo in provincia di Catania dove ambientò le famose vicende narrate in Cavalleria rusticana, Verga è considerato il più importante esponente del Verismo, la ottocentesca corrente letteraria che mirava alla rappresentazione realista e oggettiva delle condizioni delle classi più umili della società italiana. Le più grandi opere di Verga, che ritrassero la natìa Sicilia all’indomani dell’unificazione nazionale, trovano oggi consacrazione e nuova linfa tra i banchi di scuola, essendo ormai solidamente inserite nel panorama maggiore della letteratura nazionale. “Il Verismo – ha spiegato il prof. De Mauro – fu una corrente letteraria che si affermò nella seconda parte dell’Ottocento a cui Verga fu indirizzato da Luigi Capuana, scrittore, critico e suo fraterno amico. Mutuando dal Naturalismo francese di Zola la volontà di ritrarre il vero e la società così come essa si presentava, la corrente italiana rinunciava alla denuncia sistematica delle diseguaglianze e mirava a una totale oggettività nella descrizione di personaggi, fatti ed eventi”. VEDI INTERVISTA
La rivoluzione del linguaggio introdotta dal Verga e dal verismo. VEDI INTERVISTA
Post precedente
Chi si riconosce?
Iscriviti
0 Commenti
il più vecchio