Sabato scorso, in piazza Commestibili, prima che iniziasse il concerto “Le più belle canzoni del ‘900, l’associazione Libera ha proiettato un cortometraggio di 6 minuti, su una storia realmente accaduta nel foggiano dove venne ammazzato un ragazzo albanese di nome Hiso Telaray. Il ragazzo aveva solo 22 anni e fu ucciso perché non aveva piegato la testa ribellandosi alla logica spietata dei caporali della Capitanata. Hiso era un bracciante agricolo che raccoglieva i frutti della terra nei pressi di Cerignola e fu assassinato in una giornata di settembre del 1999. La sua ribellione fu punita con la morte per dare l’esempio a tutti coloro che volevano sfuggire alle costrizioni dei caporali. Oggi Hiso rivive. I caporali che lo uccisero in realtà non hanno fatto altro che alimentare la sua sete di legalità e di giustizia. Libere Terre, infatti, ha dedicato al giovane albanese una bottiglia di vino rosso e rosato. Sull’etichetta che porta il nome si racconta la sua storia. “Nonostante le minacce, Hiso non ha mai ceduto al ricatto dei caporali – è scritto sulla bottiglia.
 Il vino che porta il nome di Hiso è stato fatto con le uve dei vigneti di Mesagne dove la cooperativa Terre di Puglia-Libere Terre, produce ottimo vino e squisiti tarallini. Uno degli attori che  rappresenta uno dei caporali che ammazzò Hiso è interpretato dl mesagnese Tony Mitrugno. Il regista dello spot Francesco Lopez  (nella foto) della cinematografia Ozfilm di Bari ama  Mesagne ed ha voluto raccontare personalmente in anteprima nazionale la storia di questo ragazzo albanese presenziando in piazza Commestibili alla proiezione. (Sotto nella foto Toni Mitrugno con un altro protagonista del cortometraggio.)
Francesco Lopez a Mesagne per raccontare la storia di Hiso
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