SULLA MIA TERRAZZA IL CIELO ERA IMMENSO Il sud narrato dal Sud. Brevi saggi
Venerdì 19 maggio 2023 – ore 19 – Salone della Di Vittorio, Via Castello, 20 – Mesagne
“Sulla mia terrazza il cielo era immenso”. Sono parole tratte dal romanzo “Cristo si è fermato ad Eboli” di Carlo Levi il quale, ad Aliano, sulla terrazza della sua casa di confino, scrisse quelle parole descrivendo meravigliosamente il panorama davanti a sé, tra calanchi e cielo lucano. Carlo Levi fu amico di un altro grande scrittore meridionale: Rocco Scotellaro. Insieme, Levi e Scotellaro, furono voci di riscatto della condizione dei contadini meridionali, diventando punto di rifermento per la riflessione culturale su tutti i Sud possibili.
Parte da qui il prezioso lavoro della casa editrice indipendente “Collettiva” che, nella sua collana “Le Sagge” ha pubblicato questa antologia di scritti brevi.
Il Sud tra passato e futuro con scritti di Claudia Ruggeri, Vittorio Bodini, Rocco Scotellaro, Salvatore Toma, Francesco Saverio Dodaro, Antonio Verri e Rina Durante letti e analizzati da Antonio Duma, Daniela Palmieri, Diego Dantes, Eliana Forcignanò, Francesco Aprile, Mauro Marino, Simona Cleopazzo e Cristina Carlà.
L’originalità di questa antologia, curata da Diego Dantes, sta appunto nel “dialogo” che si instaura tra gli scritti di otto grandi autori e autrici di origine salentina del passato letti e analizzati da nove autori e autrici salentini contemporanei.
L’antologia verrà presentata a Mesagne Venerdì 19 maggio 2023, alle ore 19, presso il Salone della Di Vittorio in Via Castello, 20.
Il libro. Tra queste pagine il Sud inganna i decenni, intreccia visioni ed esperienze e si spinge ben oltre la linearità che siamo soliti attribuire al tempo che passa. Più che un passaggio di testimone, allora, “Sulla mia terrazza il cielo era immenso” consente un dialogo creativo che arricchisce chi lo legge quanto chi ne è artefice.
Scrive Diego Dantes nell’introduzione al volume: “Sono profondamente convinto che esista un meridione d’Italia capace di rompere con quell’immaginario collettivo negativo i cui viene raccontato, un Sud dal grande potenziale che potrebbe diventare, pur pieno di tante contraddizioni, centro di rielaborazioni di pensieri politico/culturali solo all’apparenza distanti. Il filo rosso che unisce i testi di questa antologia, infatti, è la ricostruzione quanto la rielaborazione. Il frutto è un metaverso narrativo e poetico in cui coabitano felicemente alcune tra le migliori voci di sempre. Ciascuno degli autori in antologia, infatti, mette a confronto la personale esperienza di lettura dell’autore amato con la propria poetica, con uno sguardo verticale capace di restare, citazione dopo citazione, memoria dopo memoria, costantemente puntato sul futuro. Tutto il futuro già presente nel passato e che i nove autori coinvolti nell’opera scandagliano con acuto amore”.