Non si espongono in prima persona, probabilmente per evitare scontri e/o ritorsioni. Ma, in privato, hanno espresso tutta la loro delusione e amarezza. “Dicono che non vogliamo più lavorare per la sanità pubblica, dicono che mancano i medici. Certo che mancano. Fuggono perché il servizio sanitario nazionale ha optato per il privato”. La polemica è sorta quando il direttore generale dell’Asl, Maurizio De Nuccio ha presenziato alla cerimonia di inaugurazione al Centro Medico Mardighian di Mesagne del Roche Cobas, uno strumento che i medici del servizio sanitario pubblico hanno chiesto da anni senza ottenere una risposta se non la solita: mancano i fondi. “Ma come – hanno detto gli operatori del servizio sanitario pubblico di Brindisi -. Ma se questi macchinari vengono forniti con la formula del comodato d’uso che comprende anche la manutenzione”. Che dire? Ok, bene e complimenti per i traguardi raggiunti dai privati che incassano milioni dalla Regione senza peraltro ridurre le liste d’attesa. Ma la sanità pubblica che fine farà (meglio ha fatto). L’altro ieri politici e dirigenti dell’Asl hanno applaudito e brindato ai successi della sanità privata. Quando brinderanno anche per i successi della sanità pubblica? Quando la politica – quella che tra qualche mese tornerà a chiederci il voto – la finirà di chiudersi in un assordante silenzio?
Sanità. Roche Cobas, lo strumento della discordia
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