Nel cuore di Mesagne, un gruppo di soci del Circolo del Galantuomini, soprannominato “Compagnia della Forchetta”, si riuniva ogni sabato per onorare la loro passione per il buon cibo. Questi golosi mangioni si incontravano nel retrobottega di una drogheria, dove si gustavano cene pantagrueliche a base di cornoletti, salame, provolone piccante e galletti arrostiti, preparati da tre o quattro zitellone, sorelle di uno dei membri del gruppo. Le teglie, grandi quanto una ruota di bicicletta, facevano da palcoscenico a queste prelibatezze.
La Compagnia non si limitava però a deliziare il palato nel loro ritrovo. Spesso si avventurava a Taranto, meta ricca di squisiti frutti di mare, allora più che oggi rinomata per la sua straordinaria varietà. Ostriche, noci, datteri, ricci di mare, cannolicchi e cozze di diverse specie erano solo alcune delle delizie che i membri potevano gustare. Nella Taranto vecchia, precisamente lungo la riviera del Mar Piccolo, si trovavano osterie che servivano solo frutti di mare freschissimi, crudi e accompagnati semplicemente da pane. Questi locali, rustici ma affollati, attiravano anche molti forestieri.
Quando la Compagnia si recava in una di queste bettole, era consuetudine portare con sé un provolone piccante di circa tre chili, convinti che questo formaggio favorisse la digestione e contrastasse eventuali problemi intestinali causati dai frutti di mare. Un episodio divertente emerse quando il capo della compagnia, con l’intento di fare uno scherzo, sostituì il provolone vero con uno di cera. Gli altri membri, infuriati ma divertiti, minacciarono di vendicarsi, costringendo il malcapitato a rifugiarsi nel gabinetto. Qui, approfittando della situazione, trangugiò in fretta un pezzo di provolone vero che aveva portato per precauzione, dimostrando che, anche tra risate e scherzi, la passione per la buona tavola rimaneva al centro dell’attenzione. In questo connubio di gastronomia e amicizia, la Compagnia della Forchetta consolidava legami che resistevano alla prova del tempo, in una Mesagne che, pur cambiando, continuava a offrire il meglio della sua tradizione culinaria.
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