
Donato Magrì emigrò a Monthey il 5 maggio del 1962, un giorno che segnò l’inizio di un nuovo capitolo nella sua vita. In quel luogo, ritrovò tanti altri mesagnesi, giunti anch’essi in cerca di lavoro e di nuove opportunità. Tra di loro, rivivevano ricordi di una terra lontana, di tradizioni che avevano lasciato alle spalle, ma che continuavano a pulsare nei loro cuori. La nostalgia di casa si mescolava a un desiderio di convivialità, di ritrovarsi per condividere sentimenti di appartenenza che, pur nella lontananza, li univano.
Fu così che, in un angolo di Monthey, nacque il Circolo Ricreativo CRIM. Gli ispiratori di questa iniziativa erano alcuni amici di Mesagne: Paolo Zofra, Valentino Russo, Carmelo Randino, insieme a Generoso e Angelo Megaro, Umberto Mottola della Campania e Renato Solazzi delle Marche, il quale divenne il primo presidente del circolo. Sebbene aperto a tutti, il circolo accolse prevalentemente pugliesi, creando un rifugio per chi, come loro, cercava di mantenere vive le proprie radici.
Negli anni ’80, il Circolo si trovava in Avenue de la Gare, sotto la presidenza di Paolo Zofra. Gli iscritti, spinti da un forte senso di comunità, parteciparono attivamente alla ristrutturazione dei locali, trasformandoli in un luogo accogliente per tutti. Qui si cominciarono a riorganizzare le tradizioni, celebrando eventi come San Martino, il Natale con i pacchi dono per i bambini e il Carnevale, con veglioni e balli che riportavano alla mente i festeggiamenti di Mesagne. Tra i tanti eventi, spiccò la visita di Romeo Livieri, grazie all’interessamento di Don Angelo Galeone.
Negli anni ’70, Don Angelo andò a trovarli per una visita parrocchiale, instaurando un dialogo con i giovani mesagnesi, sia nella sala della parrocchia che nelle case. Quei momenti rafforzarono i legami con la loro terra d’origine, e figure come il Sindaco Domenico Vella iniziarono a visitare il circolo, portando un po’ di Mesagne in Svizzera. Ma non era sufficiente; desideravano qualcosa di autentico, un simbolo della loro cultura. Così, decisero di realizzare un presepe, un progetto che Donato si assunse con entusiasmo.
L’iniziativa riscosse un grande successo, spingendoli a organizzare feste aperte a tutti. Cominciarono a far venire gruppi musicali italiani noti nel mondo dello spettacolo, come Gil Ventura, Perez Prado e i Pooh. Ogni anno, il circolo si trasformava in un punto di riferimento, mentre organizzavano gite turistiche in Italia per i soci, permettendo loro di visitare alcune delle località più belle della loro amata terra.
In quel rifugio lontano, Donato e i suoi amici trovarono non solo un luogo dove ritrovarsi, ma anche un modo per mantenere viva la loro identità, unendo passato e presente in un abbraccio nostalgico che continuava a crescere.