La foto (anni ‘50) ritrae la processione mattutina dedicata alla visita dei vari Repositori, noti come “sepolcri”, allestiti nelle chiese di Mesagne. Secondo la tradizione, si visitavano sette chiese, simbolo dei dolori dell’Addolorata, oppure cinque, in riferimento alle piaghe di Nostro Signore.
Un aspetto interessante di questa tradizione è l’uso della “pignata”, un braciere con una pentola contenente aromi che sprigionava un intenso profumo, arricchito dall’incenso bruciato in un turibolo. Questa usanza, ormai scomparsa, si è mantenuta fino ai primi anni ’60 nelle chiese di Loreto, San Leonardo e Sant’Anna. Questo rito, comune nel Salento e nel sud Italia, evocava gli aromi utilizzati per ungere il corpo di Gesù prima della sepoltura, come descritto nel Vangelo di Giovanni (19,38-40): “… Vi andò anche Nicodèmo … e portò circa trenta chili di una mistura di mirra e di àloe. Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura …”.
Un curioso aneddoto riguarda alcune donne anziane, che con semplice devozione pregavano davanti al “sepolcro”, recitando la preghiera “requiem aeternam” in suffragio di Gesù morto.