
Nella foto il giudice Cataldo Motta con i giornalisti assiepati di fronte alla questura di Lecce questa notte poco prima delle ore 2 al termine dell’interrogatorio di Vantaggiato
Ha confessato ed è stato arrestato il benzinaio di Copertino (Lecce) Giovanni Vantaggiato, 68 anni, dopo una giornata di serrati interrogatori. E’ stato lui l’autore dell’attentato compiuto il 19 maggio dinanzi alla scuola Morvillo di Brindisi in cui è morta la 16enne Melissa Bassi e sono rimaste ferita altre 5 ragazze. di Mesagne. Vantaggiato ha confessato di aver realizzato personalmente il micidiale ordigno di morte ma non ha detto nulla riguardo un eventuale sostegno avuto da altri complici.
Questa mattina, alle ore 11.00 presso la Procura di Brindisi, il pm Cataldo Motta chiarirà i particolari nel corso di una conferenza stampa durante la quale spiegherà quali possono essere stati i moventi a scatenare la furia omicida. Al momento sembra che il Vantaggiato avrebbe istallato il cestello dei rifiuti dinanzi alla scuola perché vicina al tribunale di Brindisi. Un risentimento contro la giustizia che non gli avrebbe riconosciuto il diritto ad essere risarcito una somma di circa 300 mila euro. Ancora in piedi l’ipotesi che il Vantaggiato nutrisse rancori contro il preside della scuola, Angelo Morvillo che, però, nega di aver avuto a che fare con il benzinaio .
Un investigatore che ha visionato i video è riuscito dopo giorni di certosino e paziente lavoro ad individuare nei pressi della scuola l’auto del Vantaggiato, una Sonica Hyundai. Inoltre è stata riscontrata la presenza del cellulare del Vantaggiato nelle celle adiacenti alla scuola.
In passato un fratello del Vantaggiato, Guido, morto nel 2005, era stato dirigente accompagnatore della nazionale di calcio ai tempi di Bearzot commissario tecnico.
Il sindaco Scoditti ha seguito con il cuore in gola l’evolversi della situazione sino a notte fonda. “Non sappiamo se le indagini sono state chiuse e se il colpevole è stato assicurato alla giustizia – ha detto a telefono -. La città di Mesagne, il popolo mesagnese, è stato ingiustamente criminalizzato dai media nazionali che non hanno voluto tener conto del cammino compiuto da questa città per venir fuori da un brutto periodo della sua storia. Mesagne è stata colpita duramente due volte: prima con la morte della sua giovane Melissa ed il ferimento di altre cinque sue ragazze, e poi nella sua immagine. Molti si sono inventati esperti di mafia senza conoscere la storia ed il territorio. Siamo grati ai vertici della polizia italiana, ai pm che hanno condotto serrate indagini. Oggi siamo particolarmente più vicini ai genitori di Melissa e della altre ragazze ferite”.