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Ieri, nel corso dell’udienza dinanzi al collegio giudicante presieduto da Gienantonio Chiarelli del processo in cui è imputato don Francesco Caramia (nella foto) è stato affidato l’incarico di trascrizione e perizia di un centinaio di messaggi, telefonate e conservazioni intercettate. Don Francesco, 42 anni, mesagnese, ex parroco del rione Bozzano, è accusato di atti sessuali su un chierichetto di nove anni. Le operazioni affidate ai periti inizieranno il 17 dicembre e dovranno essere consegnate tra due mesi. I periti dovranno valutare le conversazioni intercettate nell’auto di Caramia con la perpetua, i collaboratori, gli amici, alcuni dei fedeli che frequentavano la parrocchia e i familiari. Don Francesco fu arrestato lo scorso 15 giugno dai carabinieri in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare ottenuta dal sostituto procuratore Milto Stefano De Nozza che ora sostiene l’accusa in giudizio. Don Francesco attualmente si trova rinchiuso in un convento del Lazio. Ieri don Francesco non era presente al contrario dell’udienza precedente quando furono ascoltati i primi cinque testimoni chiesti dal Pubblico Ministero, tra cui la mamma del chierichetto che riferì al pediatra quello che aveva appreso parlando con un’amica del figlio, il medico che sporse denuncia e la ragazzina. Il chierichetto all’epoca dei fatti aveva 9 anni e si è costituito parte civile con l’avvocato Carmela Roma con richiesta di risarcimento dei danni. Gli episodi contestati si riferiscono al periodo compreso tra il 2007 e il 2008. Il parroco è difeso dagli avvocati Giancarlo Camassa e Rosanna Saracino che hanno chiesto di ascoltare 55 testimoni tra cui l’attuale vescovo Caliandro e di quelli precedenti, Talucci e Todisco.