Ci incontrammo nel 1971, alla Cisl provinciale, allora in vico de’ Lubelli a Brindisi. Io chimico, lui metalmeccanico. Lui cinque mesi più grande di me, ma insieme eravamo i ragazzi della Cisl, allora divisa al suo interno tra una corrente moderata e antiunitaria ( rispetto all’unità con Cgil e Uil) ed una corrente più avanzata ed unitaria, che vedeva in posizione prevalente le categorie industriali. Nel congresso della Cisl provinciale del 1973, io segretario provinciale dei Chimici, Gianni dei metalmeccanici, fummo attaccati da qualche esponente antiunitari. Si alzò per difenderci il buon Cosimo Piliego, leader dei Braccianti agricoli, categoria maggioritaria, moderata ed antiunitaria, e ricevendo consenso unanime. Esclamò: “Nella Cisl possono convivere tutte le idee e tutti gli uomini, ad eccezione di quelle fasciste“. Cosa che, grazie al giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno, Vittorio Bruno Stamerra, che dette grande risalto al ruolo di noi giovani, (Castrignanò, Carbonella, Crusi) e, soprattutto ad una grande organizzazione, come la Cisl, che pur nelle differenze, privilegiava dialogo, confronto e rispetto delle persone.
Nel 1974 prima lui con Elia, poi io con Maria ci sposammo. Per amor di famiglia verso fine 1975 lui lasciò i metalmeccanici e Landella, sempre convinto di recuperarlo e non perderlo, lo fece assumere dal Patronato Inas-Cisl. Io rientrai in fabbrica alla Montedison, dalla quale ero in distacco sindacale. Lo scoppio del Cracking P2T, la notte del 7 dicembre 1977, con tutte le conseguenze sul piano industriale ed occupazionale, ci riportarono nuovamente nell’agone e nelle lotte sindacali. Gianni segretario della FLM ( sindacato unitario dei metalmeccanici) ed io entrai in Segreteria Provinciale della Cisl a curare il settore industria.
Per anni non siamo stati colleghi dirigenti, ma fraterni amici, complici, condividendo, tante battaglie dentro il sindacato e fuori, nel territorio.
Quando divenni Segretario Generale della Cisl, nel 1983, accettai a condizione che a seguire il Settore Industria fosse Gianni Carbonella. Furono anni difficili per la realtà territoriale, ma carichi di passione e di impegno. Pur essendo Brindisi piccola provincia, avevamo grande credito nella società, nelle Istituzioni e nel Sindacato nazionale.
Quando nel maggio del 1990 lasciai la Cisl per candidarmi al Consiglio della Regione Puglia, a sostituirmi non poteva che essere Gianni Carbonella, che dopo l’esperienza provinciale, fece anche quella in Segreteria regionale della Cisl pugliese.
Stante i suoi rapporti con la politica, fu facile riuscire per due legislature quale deputato per il Partito Popolare, facendo parte del gruppo dell’on.le Franco Marini, già segretario generale della Cisl nazionale.
Ho condiviso con lui, impegni, sacrifici, lotte, confidenze, sempre sul piano della lealtà e della vera amicizia.
Emanuele Castrignanò ricorda l’amico Giovanni Carbonella
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