Per “I Venerdì dell’Antiracket”, il vicedirettore de “l’Espresso” Lirio Abbate (a sinistra nella foto) ha presentato nell’auditorium dell’associazione “Giuseppe Di Vittorio” il libro “La Lista. Il ricatto alla Repubblica di Massimo Carminati”. Oltre all’autore sono intervenuti il Prefetto Santi Giuffrè, il Questore di Brindisi Maurizio Masciopinto e Damiano Franco, socio dell’associazione “Di Vittorio”. I lavori sono stati coordinati da Fabio Marini, presidente dell’associazione Antiracket Mesagne. Assente giustificato il sindaco di Mesagne Pompeo Molfetta, impegnato nel tentativo strenuo di tenere insieme i pezzi della maggioranza di governo della Città.
Abbate, già autore del volume “I re di Roma. Destra e sinistra agli ordini di mafia capitale” scritto a quattro mani con il giornalista investigativo Marco Lillo, nel 2012 aveva firmato l’inchiesta su l’Espresso che svelava – due anni prima dell’azione giudiziaria – la presenza a Roma di intrecci che sarebbero stati oggetto dell’indagine giudiziaria nota come “Mafia Capitale”. Per primo aveva raccontato il potere del clan di Massimo Carminati che per questo motivo iniziò a minacciarlo, come emerso da numerose intercettazioni telefoniche.
Nel suo nuovo lavoro torna a parlare di mafia capitale e di “er Cecato”, sempre di quel Carminati che nel 1999 aveva svuotato il caveau della banca del Tribunale di Roma. Nel 2017 sembra così svelato il filo nero che lega alcuni degli intestatari delle cassette di sicurezza violate ai grandi misteri d’Italia: la Strage di Bologna e il delitto Pasolini, l’omicidio Pecorelli, gli intrecci e i misfatti della Banda della Magliana e di Cosa Nostra. Il colpo in banca vale 18 miliardi ma Carminati, allora sotto processo per il delitto Pecorelli e per il quale verrà assolto, non cerca i soldi ma documenti scottanti per ricattare i magistrati.
Nella lunga disamina dei fenomeni di criminalità che interessano i comuni pugliesi e brindisini, i presenti hanno sottolineato la voglia di riscatto che ha caratterizzato la nostra comunità, evidenziando invece come criticità lo scarso coraggio della stampa locale. Sarebbe poco incisiva quando si tratta di occuparsi delle vicende giudiziarie che riguardano i politici del territorio. Un’accusa che ha echeggiato come un colpo di frusta nella sala gremita dove erano presenti anche alcuni operatori dell’informazione.
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