La crescente attività venatoria nelle aree protette ha attirato l’attenzione delle forze dell’ordine, che intensificano i controlli per garantire la salvaguardia della fauna. I carabinieri del Nucleo di Brindisi, insieme ai colleghi del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, hanno sorpreso tre cacciatori all’interno di un’oasi di protezione faunistica, in contrada “Masseria Angeli”, nel comune di San Pancrazio Salentino. I tre, di 53, 64 e 59 anni, di cui uno di origini mesagnesi, avevano già abbattuto 15 esemplari di tordo e tre merli. Sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Brindisi per violazione delle normative sull’esercizio venatorio in aree protette, un reato previsto dalla Legge quadro sulla fauna omeoterma. La selvaggina abbattuta, insieme a munizioni e fucili, è stata sequestrata.
In un’altra area, molto frequentata dai cacciatori, in contrada “Pagliarulo” nel comune di Carovigno, i carabinieri del Nucleo Forestale di Ostuni, con il supporto del Nucleo Investigativo di Brindisi, hanno sentito degli spari e hanno sorpreso due individui, uno dei quali stava cedendo un fucile all’altro. Gli accertamenti hanno rivelato che chi impugnava l’arma non possedeva il porto d’armi, mentre il fucile era registrato a nome del compagno di battuta. I due, un 59enne e un minorenne, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Brindisi: il detentore del fucile per omessa custodia. Inoltre, a suo carico è stato disposto il ritiro cautelare di altri tre fucili di sua proprietà.
Mesagnese denunciato dai Carabinieri forestali
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