Videor, ergo sum.
Dell’essere il pensiero è il fondamento,
convinto di ciò era Cartesio i nel Seicento.
Fromm era di un fermo parere:
l’essere non può dipendere dall’avere.
Oggi queste convinzioni sono errate,
perché ritenute sepolte e sorpassate?
Oggi la condizione dell’essere è l’apparire
e le modalità di dispiegarsi tante a non finire.
C’è chi si copre il corpo di tatuaggi,
che espone fiero ai solari raggi
e sulle spiagge italiche fa le passerelle
come nelle feste paesane signorinelle,
Po c’è chi non perde alcuna occasione
di farsi vedere alla televisione
espone al pubblico i suoi comportamenti,
siano essi leciti oppure sconvenienti,
pur di essere inquadrato per qualche minuto,
onde dalla gente il domani riconosciuto.
Parecchi indossano vestiti strampalati,
pur di essere per strada notati;
non importa se alti tacchi minano la salute,
se spilli e spilloni lacerano la loro cute.
L’more?  Meglio farlo a vista della gente,
altrimenti si rischia di non provare niente.
Se accade uno stupro o si fa violenza
si espongono su facebook senza reticenza.
Il bullo moltissimo gode di apparire,
nel momento in cui la sua vittima fa soffrire.
Si dicono parolacce ad ogni passo
senza vergogna e con tanto fracasso.
Si ricorre ad auto di marca di nuovo modello
per mostrarsi sia nel tempo brutto o bello
Il corrotto e il corruttore senza eguali
si beano  da sfrontati di apparire tali e quali.
Il ricco di ieri aveva tanta riservatezza
di vantarsi e di esporre la sua ricchezza.
Il ricco di oggi pubblicizza il suo avere,
in modo da apparire uomo di potere.
La signora in occasione di una festa
si orna le dita, le orecchie , il collo e la testa,
per mostrarsi tutta bella e festante
anche se sembra una gioielleria ambulante.
Ma l’apparire in qualsiasi modo vissuto
è solamente il nulla, lo zero assoluto,
dove non albergano idee e concetti,
ma vasta stupidità che non ti aspetti.
Pasquino, ottobre 2016