“Comincia il libro chiamato Decameron, cognominato Prencepe Galeotto, nel quale si contengono cento novelle in dieci dì, dette da sette donne e tre giovani uomini. Umana cosa è aver compassione degli afflitti”.
Così ha inizio una pietra miliare della Letteratura Italiana, il Decameron di Giovanni Boccaccio che sarà messo in scena al Teatro Comunale di Mesagne il 12 e 13 febbraio, la mattina per le scuole del territorio e la sera per la comunità, dagli alunni del Liceo Coreutico Epifanio Ferdinando.
Così ha inizio una pietra miliare della Letteratura Italiana, il Decameron di Giovanni Boccaccio che sarà messo in scena al Teatro Comunale di Mesagne il 12 e 13 febbraio, la mattina per le scuole del territorio e la sera per la comunità, dagli alunni del Liceo Coreutico Epifanio Ferdinando.
La riscrittura sotto forma di balletto è opera della professoressa Rosy Rizzo; le coreografie sono a cura dei professori Cirillo, Montanaro, Semeraro e Valentino; le musiche e le scenografie a cura dei professori Corvino, Stefanizzi, Tarantino, Zoppi.
Un gruppo di giovani, guidati da Pampinea (Elisa Carlucci) si incontrano a Firenze, nella chiesa di Santa Maria Novella, mentre la città è devastata dalla terribile Peste del ’48, personificata da Simona Pizzolla. Per tenere lontano ogni cattivo pensiero e ogni cattiva notizia che potrebbe giungere dall’esterno, i giovani decidono che, a turno, racconteranno ognuno una novella per intrattenersi e riflettere sul significato di ogni storia. Entrano in scena Fortuna, Amore ed Ingegno, i tre temi che attraversano i vari racconti, personificati da Giulia Cardone, Chiara Mastromauro e Francesca Taurino. I tre temi del Decameron che ricorrono nelle novelle rappresentate, fanno da filo conduttore in tutta l’opera e introducono i protagonisti delle novelle narrate. Fortuna introduce Andreuccio da Perugia (Irene Librale) e Calandrino (Sofia Ceino); Amore introduce Lisabetta da Messina, l’amore passionale tra Lisabetta e Lorenzo (Francesca Pascariello e Riccardo Caramia), Federigo degli Alberighi (Samuele Aprile, ballerino professionista e ex studente del Liceo) l’amore cortese e puro; Ingegno introduce Chichibio il cuoco (Chiara Corvino) e Frate Cipolla (Gioele Arnesano).
Un gruppo di giovani, guidati da Pampinea (Elisa Carlucci) si incontrano a Firenze, nella chiesa di Santa Maria Novella, mentre la città è devastata dalla terribile Peste del ’48, personificata da Simona Pizzolla. Per tenere lontano ogni cattivo pensiero e ogni cattiva notizia che potrebbe giungere dall’esterno, i giovani decidono che, a turno, racconteranno ognuno una novella per intrattenersi e riflettere sul significato di ogni storia. Entrano in scena Fortuna, Amore ed Ingegno, i tre temi che attraversano i vari racconti, personificati da Giulia Cardone, Chiara Mastromauro e Francesca Taurino. I tre temi del Decameron che ricorrono nelle novelle rappresentate, fanno da filo conduttore in tutta l’opera e introducono i protagonisti delle novelle narrate. Fortuna introduce Andreuccio da Perugia (Irene Librale) e Calandrino (Sofia Ceino); Amore introduce Lisabetta da Messina, l’amore passionale tra Lisabetta e Lorenzo (Francesca Pascariello e Riccardo Caramia), Federigo degli Alberighi (Samuele Aprile, ballerino professionista e ex studente del Liceo) l’amore cortese e puro; Ingegno introduce Chichibio il cuoco (Chiara Corvino) e Frate Cipolla (Gioele Arnesano).