ALL’ITALIA
di Giacomo Leopardi
“O patria mia, vedo le mura e gli archi e le colonne e i simulacri e l’erme torri degli avi nostri,
ma la gloria non vedo,
non vedo il lauro e il ferro ond’eran carchi i nostri padri antichi.
Or fatta inerme,
nuda la fronte e nudo il petto mostri.
Oimè quante ferite, che lividor, che sangue! oh qual ti veggio,
formosissima donna! Io chiedo al cielo e al mondo: dite dite;
chi la ridusse a tale?
E questo è peggio,
che di catene ha carche ambe le braccia;
sí che sparte le chiome e senza velo siede in terra negletta e sconsolata, nascondendo la faccia tra le ginocchia, e piange.
Piangi, che ben hai donde, Italia mia, le genti a vincer nata
e nella fausta sorte e nella ria.
Se fosser gli occhi tuoi due fonti vive, mai non potrebbe il pianto adeguarsi al tuo danno ed allo scorno;
che fosti donna, or sei povera ancella”.