Lo storico naturalista Franco Bianco ha portato alla luce un aspetto finora ignorato della storia antica di Mesagne, riguardante le impronte lasciate nel Neolitico finale su un impasto capannicolo, situato alle porte della città.
Le contrade coinvolte sono diverse e rappresentano un vero e proprio patrimonio nascosto: Bufani, La Tagliata, Masciullo, Mazzetta, Verardi e Muro Maurizio. Secondo Bianco, queste zone potrebbero custodire tracce di un’attività umana molto più antica e complessa di quanto si pensasse finora, e le impronte rinvenute sul materiale di capannicolo potrebbero fornire nuove chiavi di lettura sulla vita e le tecniche di insediamento dei nostri antenati.
Il Neolitico finale rappresenta una delle ultime fasi di questa epoca preistorica, caratterizzata da importanti innovazioni nell’arte, nell’artigianato e nella produzione di strumenti. Tuttavia, le impronte su impasti di capannicolo sono un fenomeno ancora poco studiato e raramente documentato, rendendo questa scoperta di Franco Bianco di grande valore scientifico.
“Questa scoperta potrebbe rivoluzionare la comprensione della nostra storia antica,” afferma lo stesso Bianco. “Le impronte testimoniano un’attività umana molto più articolata e raffinata di quanto si pensasse, e ci offrono uno sguardo diretto sulle tecniche e le pratiche di allora.”
Il passo successivo sarà approfondire lo studio di queste tracce e condurre nuove indagini nelle contrade interessate. La speranza è che questa scoperta possa attirare l’attenzione della comunità scientifica e contribuire a riscrivere le pagine più antiche della storia di Mesagne e del suo territorio.