
Giovedì 22 agosto, cinema sotto le stelle. “La vitadi Pi”, premio Oscar 2013. Film avventuroso. Usa 2012, di Ang Lee. Piazza Commestibili, ore 21,00.
Recensione. Opera leggermente complessa quest’ultima di Ang Lee. Film se vogliamo inedito nella fimografia di un regista piuttosto trasversale, in grado di reinventarsi ad ogni pellicola. E Vita di Pi, cosa che ad alcuni forse sfuggirà anche dopo averlo visto, è probabilmente il suo progetto più ambizioso; e ciò è vero a più livelli. Tratto dall’omonimo romanzo di Yann Martel, Vita di Pi ha il non indifferente merito di sottoporre all’attenzione del grande pubblico una tematica pressante, troppe volte e troppo malamente elusa dal cinema mainstream e non solo. Argomenti che non sono nelle corde di tutti e su cui sta o cade l’intera resa del film. Perché qui si discute apertamente di Dio, senza escamotage di sorta. L’intento è dichiarato sin dall’inizio, prendere o lasciare. Tuttavia, pur vertendo su tale questione, è evidente che il tutto non si limiti a tale incipit basilare. Un film tanto intelligente quanto obiettivamente compiacente; con quel suo tenersi in equilibrio precario tra l’esigenza di risultare appetibile al grande pubblico, e quella invece di stimolare riflessioni più alte, anche a costo di irretire lo spettatore.