
Questa sera, 26 agosto, nel centro storico di Vaste, splendida città messapica dall’antico nome Baxta, verrà assegnato per la prima volta il Premio Internazionale Re Arthas – Leone di Messapia destinato a personalità straniere e italiane, che negli ultimi anni si sono distinte per i propri contributi politici, scientifici, storici, culturali, artistici ed imprenditoriali a favore del nostro Salento. Questa nostra terra, in parte ancora antica – per monumenti, tradizioni, usi e costumi – è nelle sue grandi linee, anche moderna, specie per quegli eccellenti impulsi che dà – attraverso i giovani – alla ricerca, alla formazione e all’innovazione.
Tra i premiati ci sono due salentini, il prof. Alessandro Distante (nella foto), originario di Mesagne, che ha lavorato molti anni a Pisa, negli USA e in Europa, ed il prof. Mario de Matteis, originario di S. Pietro Vernotico che ha lavorato nelle Università tedesche (Bochum), albanesi (Elbasan e Tirana), macedoni (Tetovo) ed anche in molte altre italiane (Roma, Pisa, Firenze, Siena, Venezia). Pur con una base scientifica e accademica diversa (medica e umanistica rispettivamente), entrambi si adoperano al meglio per far crescere il PIANETA SALUTE nel nostro Salento, innescando progetti di ricerca e di formazione nell’ambito dell’ISBEM (Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo).
Questo istituto sta diffondendo nei giovani del Mezzogiorno l’idea che la creatività, le competenze e l’operatività – espresse in progetti di ricerca innovativi – possono portare a risultati eccellenti, generando anche occupazione qualificata. Ad esempio, il prezioso lavoro, quasi da certosini, che giorno dopo giorno molti giovani (medici, economisti, ingegneri, biologi, biotecnologi, informatici, umanisti, psicologi, epidemiologi) svolgono nelle vetuste mura dell’ex Convento dei Cappuccini di Mesagne, porta a nuovi prodotti e processi che sono utili a migliorare la Salute nel nostro Territorio. Questa funzione sociale e innovativa dell’ISBEM è ancora poco conosciuta, ma i responsabili del Premio Re Arthas – Leone di Messapia hanno visto giusto, assegnandolo a due figure portanti dell’Istituto e quindi sottolineando l’eccezionale rilevanza che esso ha e potrà avere sempre più in campo regionale, nazionale e internazionale.