
Giovanni Guarini
Per molto tempo mi sono dedicato a esplorare le origini dei Messapi, un antico popolo della penisola salentina. Qualcuno, in passato, mi aveva persino etichettato come “l’uomo rapito dai Messapi”, un appellativo che riflette la mia passione per la storia della mia terra. La tradizione popolare suggerisce che il termine “Messapia” significhi “terra tra due mari”, le mie ricerche mi hanno portato a considerare contesti storici più complessi, dal Monte Messapio in Beozia fino all’Eubea. Recentemente, grazie all’opera di traduzione del Prof. Domenico Urgesi e del Dott. Francesco Scalera, ho avuto accesso a un manoscritto del 1637, l’Antica Messapografia di Epifanio Ferdinando, che avanza ipotesi simili, rinvigorendo il dibattito.

Erodoto
Erodoto, il padre della storia, delinea l’area geografica della Iapigia, raccontando come i Cretesi, per vendicare la morte del loro re Minosse, avevano fatto una spedizione in Sicilia senza però ottenere alcun risultato concreto. Al ritorno, sorpresi da una tempesta mentre si trovavano presso la costa Iapigia, erano stati scagliati sulla terraferma dove, essendosi spezzate le navi e vista svanita la possibilità di ritornare in patria, si videro costretti a rimanere e a trasformarsi in un nuovo gruppo etnico: i Messapi.
Questo mito di origine oggi è messo in discussione dagli studiosi moderni, che tendono a considerare la provenienza illirica dei Messapi come più plausibile.
Un aspetto interessante è l’etimologia stessa del termine “Messapi”, di chiara matrice greca, confermata da fonti antiche che ne attestano l’uso esclusivo. Strabone, in particolare, afferma che gli Elleni chiamavano quella regione “Messapia”. Tuttavia, gli indigeni si identificavano come Calabri o Sallentini, rifiutando le denominazioni imposte dai Greci, un fatto che i Romani, sempre attenti alla sensibilità locale, rispetteranno ripristinando i nomi originari.
La questione dell’origine del nome Messapia ha da sempre affascinato storici e studiosi. Alcuni sostengono che i Greci, nel coniare questo termine, intendessero descrivere la regione come “quella che sta in mezzo”, un’idea che ha guadagnato popolarità nonostante l’assenza di prove etimologiche definitive. Il mito della “terra tra i due mari” si è così radicato, nonostante il termine Messapia appaia per la prima volta nel V secolo a.C. per mano di Erodoto.
Esaminando le testimonianze antiche, ho scoperto che prima della diffusione del termine Messapia, i Greci consideravano il mare che bagnava la costa salentina come un’unica entità, il golfo Ionio. Solo successivamente, con l’evoluzione della nomenclatura marittima, il termine Adriatico cominciò a farsi strada. Questo ribalta l’interpretazione comune: Messapia non poteva significare “terra tra due mari” poiché, all’epoca, entrambi i lati della penisola erano bagnati da quello che era percepito come un singolo mare, lo Ionio.
In conclusione, le origini dei Messapi, avvolte in un intreccio di verità storiche e mitologie, continuano a stimolare il mio interesse e quello di molti altri. La ricerca è un viaggio che ci invita a scavare oltre le superfici e a considerare le molteplici identità che si sono fuse nella storia di questo affascinante popolo.