“Il mio è un racconto intimo dei miei amori e dei miei dolori”. Lo ha dedicato al figlio, il piccolo Tobia per i suoi 6 anni. Il regalo che papà Nichi Vendola gli ha fatto dal palco del Teatro Piccinni di Bari, dove ha esordito con il monologo «Quanto resta della notte». “Ciascuno può narrare la propria dura notte e la fatica dell’attesa della luce, l’impazienza dell’alba”. Nichi Vendola, già deputato di Rifondazione comunista e presidente per 10 anni della Regione Puglia.
Lo spettacolo, suddiviso in otto capitoli poetici, con cui il fondatore di Sinistra, Ecologia e Libertà ha debuttato ieri. accompagnato dalla musica di Populous e dai video di Mario Amura. “Porto in scena un monologo che è una riflessione sui temi che affronto nel mio libro ‘Patrie’ – spiega Vendola – Reciterò poche poesie, alcune anche inedite. Ovvio che il monologo avrà un suo stile letterario, un ‘comizio d’amore’ che porterò ovunque sarà richiesto”.
Quando gli è stato chiesto cosa c’entra il teatro con la politica, ha risposto: “Potrei cavarmela con una battuta e dire che quando la politica diventa un teatrino, allora è meglio il teatro, il luogo che conferisce una solennità sacrale alla politica. Comunque, ogni volta che ci poniamo in relazione con gli altri noi facciamo politica, parlare della vita e della morte dinanzi ad una platea affollata è un gesto politico”.
Vendola, prima che si aprisse il sipario, ha condiviso con il pubblico presente il suo sentimento di dolore per quanto sta accadendo in Ucraina.