Sabato 27 novembre, alle ore 18, nel salone dell’associazione Di Vittorio, in via Castello n. 20, il prof. Ermes De Mauro ricorderà il dott. Annibale Cavaliere, medico, umanista e cultore di Dante, nel 50° della sua scomparsa. “Don Bibi fu tra le figure più autentiche e significative della nostra mesagnesità”, diceva il compianto arciprete don Daniele Cavaliere.
Don Bibi fu un medico professionalmente preparato che operò a Mesagne nello scorso secolo, così coscienzioso e sensibile alle sofferenze e alle speranze dei suoi pazienti da aver lasciato un ricordo indelebile in molti di coloro che lo conobbero. Tra questi il prof. Ermes De Mauro che nel 1998 gli dedicò un libro “Caro don Bibi”. La compianta preside Maria Luisa Portulano evidenziò nella prefazione come Ermes avesse dimostrato che è possibile passare attraverso la conoscenza di uomini e cose non in modo indifferente o sbadato, ma con una sorta di voglia di conservare le conoscenze e penetrare in quel meraviglioso segreto che è la somma di esperienze, di saperi, di sentimenti. Per una singolare coincidenza, al mezzo secolo della scomparsa di Don Bibi, corrisponde il 700° anniversario della morte di Dante, della cui opera il nostro medico umanista era stato cultore assai raffinato. Nella stessa serata il poeta Emanuele Castrignanò tratteggerà la figura di don Bibi in due sue liriche con una sorpresa. Modera l’incontrò Giovanni Galeone, presidente dell’associazione Di Vittorio.
Mi raccontavano i miei genitori.
Era la primavera del1956,i miei portarono me e mia sorella”Dò Ton Bibbi”perchè crescevamo pallidi ed esili.Dopo averci”visitato” disse a mio padre con la sua “vociona”calma e profonda:
“Manuvè nò la tieni nà pagghiara fori?”Mio padre gli disse che aveva una casa e chiese il perchè della domanda.
Al chè Ton Bibbi:”Manuvè nò hannu nienti scti piccinni, sctusctati portili fori e falli vulutari ntrà la terra e poi viti comu pigghiunu culori.”
Da allora, fino all’anno in cui partii per la leva,l’estate ci trasferivamo in campagna.