
Questa sera, venerdì 3 agosto, con inizio alle ore 21.00, nell’atrio del castello, i classici in piazza con “Una domanda di matrimonio”, di Anton Cechov, a cura dell’associazione culturale “Theatrum Compagnia” di Galatina.
Anton Cechov, novelliere sommo ed autore di opere teatrali la cui novità ispirò, all’inizio del XX secolo, al regista Stanislavski una teoria della recitazione fondata sulla ricerca della sincerità, sull’espressione degli stati d’animo e dei mezzi toni, Cechov, allo stesso tempo medico ed uomo di lettere, creò un’opera che fu inizialmente sinonimo di nostalgia sentimentale e d’esotismo slavo. Col tempo, la “piccola musica” dei suoi testi rivela una visione lucida, crudele e fondamentalmente tragicomica, della condizione umana. Trama: Ivan Vasilevic Lomov si presenta in casa della possidente Svitlana Cubukova per chiedere in moglie la figlia Natalia, che a sua volta pensa che Lomov sia venuto per un contratto d’affari e scopre solo alla fine che si trattava di un contratto di matrimonio. Tutto il testo è basato su questo equivoco. Siamo di fronte ad un comico da “Vaudeville”: la prima volta quando essi partono da una piccola disputa sulla proprietà di un prato per arrivare agli insulti più gravi; la seconda quando, parlando dei propri cani, arrivano poco a poco i difetti più orrendi, ma questa volta tanto più futile è l’argomento che li vede contrapposti tanto più insanabile esplode il diverbio.