Il ritmo del rovescio si fondeva col rumore dei battiti accelerati dei cuori di tutti coloro che si trovarono ad assistere all’insperato fenomeno atmosferico. Qualcuno si abbandonò ad un insicuro segno della croce. Pochi attimi e, come richiamati da qualcosa di magico, gli abitanti di Huntsville scesero per le strade popolandole come non succedeva da troppo tempo. Tutti a ballare, a ridere come drogati dall’acqua dispensata dall’enorme e grigia nuvola, la quale sostava pesante sulle teste ignare dei partecipanti all’improvvisata festa. Come tutte le cose più belle, la gioia durò solo pochi minuti. L’acqua continuava a scendere copiosa. Pozzanghere enormi giacevano addormentate sulle superfici asfaltate; piccoli laghi alimentati dai torrentelli che scorrazzavano lungo gli umidi ed ebbri cigli delle strade. Quelle pozze, però, presto si rivelarono tetri rifugi di qualcosa di oscuro. Misterioso. Terribile. Dall’acqua sporca delle lugubri fosse iniziarono a spuntare delle figure umanoidi. Lineamenti indefiniti nascondevano qualcosa di spaventoso, occhi bui animati da una luce funerea. Pochi attimi e gli abitanti di Huntsville furono circondati da numerose immonde presenze. Lo smarrimento colse fulmineo gli abitanti, i quali sembravano essere stati colpiti da un freddo improvviso che percorreva le dritte schiene come una lama di ghiaccio. I bambini saltarono in braccio ai propri genitori impauriti. – Chi siete? Cosa volete da noi? Silenzio. I mostri, senza proferire verbo, si strinsero intorno alla povera gente che assisteva inebetita allo spaventoso spettacolo. Mossero passi lenti fino a creare una cinta muraria che bloccava ogni via di fuga agli abitanti di Huntsville; tutto nel più assoluto silenzio, il quale faceva apparire le creature ancora più spaventose. Le teste dei poveri malcapitati si mossero schizofreniche in tutte le direzioni, a cercare risposte che non avrebbero mai trovato. – Maledetto stregone… che cosa ci hai fatto? Urlò una donna annegata nelle sue stesse lacrime. – Dio, dove sei? Guardaci e aiutaci! Implorò, senza dignità, il reverendo. Gli automi giunti dall’infida precipitazione restavano, impassibili e muti, ad osservare la disperazione scolpita sui volti crollati di quelle povere persone.
Quando verrà la pioggia…
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