I mostri sembrarono svegliarsi dal loro torpore. Veloci, si mossero per proteggere colui che, con ogni probabilità, esercitava su di essi una forza tale da controllarli a suo piacimento. Sinistri rumori giungevano dalla poco umana recinzione. Ringhi ottusi a fare da colonna sonora alla spettrale scena. Le facce degli esseri iniziarono a distorcersi. Grosse fauci spuntarono dalle bocche deformi, i loro occhi iniziarono a brillare come accesi da una fredda fiamma. Lo sceriffo non riuscì a muoversi. Le gambe inzuppate erano diventate pesanti come blocchi di cemento. Due mani fornite di enormi artigli, sbucarono da una piccola pozza d’acqua per bloccare le caviglie dell’uomo. – Cosa vorresti fare mio caro sceriffo? Lo strano individuo sorrise spalancando la bocca che ora sembrava allargarsi ad ogni spasmo provocato da quell’insensata ilarità. Lo sceriffo era furente e non riusciva a distogliere lo sguardo dal minuto essere. – Perchè ci tratti in questo modo? La mia gente è spaventata… guardali… sono tutti terrorizzati! Che cosa abbiamo potuto fare per meritarci tutto ciò? – Spaventati dici? Ah ah ah… ti assicuro che è presto per aver paura. Non è successo ancora niente. O mi sbaglio ragazzi? I mostri iniziarono a grugnire come eccitati dalla prospettiva dell’arrivo di un’imminente catastrofe. – Non è ancora successo niente? Arrivi dal nulla, prometti e poi ci fai questo? – Non arrivo dal nulla mio caro sceriffo. Siete stati voi a chiamarmi. Te lo posso assicurare. – Impossibile.
Quando verrà la pioggia…
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Aveva 70 grammi di marijuana. Arrestato
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